Eventi precedenti

La  mitica chitarra “Scarabeo”

Montecarlo Coffee Culture  espone dal 2 al 7 ottobre una rarissima chitarra ” Scarabeo ” di Antonio Pioli in arte Wandrè ispirata alla folta capigliatura di Jonh Lennon .

La chitarra Scarabeo (1965 circa) ha una storia molto particolare, venne realizzata dall’eclettico Antonio Pioli in arte Wandrè (Cavriago 1926- 2004) ispirandosi ai Beatles e alla folta capigliatura di John Lennon. Destino vuole che al figlio di Lennon,Sean Taro Ono sia finita tra le mani proprio una Scarabeo acquistata da un collezionista italiano e che la madre Yoko Ono sia stata negli anni ’70,così come Wandre,una tra le artiste più attive nel movimento Fluxus. Frank Zappa nel 1986 aggiudicò il primo posto al concorso”Miss off the wall”(concorso promosso dalla rivista americana Guitar Player)proprio alla Scarabeo di Wandrè quale chitarra più eccentrica dell’anno. Wandrè nel lontano1957 si era prefisso l’obiettivo di costruire ed esportare veri stumenti originali e artistici dalla piccola Cavriago in tutto il mondo. Riuscì nel suo intento conquistando Bob Dylan,Frank Zappa,Sean Taro Ono Lennon,Buddy Miller,Ace Frehley,Peter Holmstrom,The Kiss, Joe Perry e Johnny Depp.In Italia non poteva mancare l’interesse di Adriano Celentano, del nostro Francesco Guccini e del gruppo “I Corvi” che si esibivano anche con una Scarabeo nera e verde come la nostra in esposizione. Il cerchio si chiude ,ma si riapre perché la prossima chitarra Wandrè che esporremo la costruii in onore a Brigitte Bardot –modello BB – del 1957- in questo caso ispirandosi….

“CERNIA SU PIATTO”

“CERNIA SU PIATTO  Antonio Mancini (1852-1930) olio su tela (fine 800) il dipinto sarà in mostra per la sola giornata di lunedì 8 maggio.

Impressione di veloce sintesi del grande Maestro eseguito con poche tonalità di colore è ” la cernia su piatto” del quale Alfredo Schettini racconta, nella sua opera su Mancini un aneddoto curioso …. il  pittore avrebbe sistemato la cernia su un piatto per dipingerla . Completata l’opera dimenticò il pesce sul tavolo per alcuni giorni, l’odore nauseabondo allarmò i vicini i quali pensarono  che l’artista avesse ucciso la sua modella Mariuccia a causa delle frequenti liti …. Questo episodio legato ad altre stranezze portò l’artista al ricovero in manicomio.

Antonio Mancini dimostra una tale e precoce abilità artistica che, appena dodicenne, viene ammesso all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove è allievo di Morelli, di Palizzi e di Stanislao Lista.La sua arte si identifica con la corrente del Verismo. Rimane a Napoli fino al 1873 anno in cui si trasferisce a Parigi, dove l’anno precedente aveva esposto due dipinti al Salon; nella capitale francese lavora per Goupil e poi per l’olandese Mesdag (che donerà poi molti suoi lavori al museo dell’Aia). Durante il soggiorno parigino conosce gli impressionisti Degas e Manet; diventa anche amico di John Singer Sargent che apertamente lo considera il maggior pittore vivente.Tuttavia incomincia a soffrire di una grave crisi nervosa. Torna a Napoli ed è ricoverato per quattro anni in una casa di cura. Riprende infine a lavorare, riparte per Parigi nel 1877, va anche a Londra e si riconferma artista celebre e di successo.Nel 1879 fa ritorno a Napoli per trasferirsi a Roma. Nel 1929 viene accolto nell’Accademia d’Italia. Muore a Roma nel 1930 ed è sepolto presso la navata destra della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio sull’Aventino.

L’ARTE NEL CAFFE’

Francesco Solimena detto l’Abate Ciccio

In occasione del  Venerdì Santo solo per la giornata di venerdì  14 Aprile al Montecarlo Coffee Culture verrà esposta una preziosa tela “Madonna addolorata”  del famoso pittore napoletano Francesco Solimena (1657-1747).

Francesco Solimena, noto come l’Abate Ciccio Considerato uno degli artisti che meglio incarnarono la cultura tardo-barocca in Italia. Dal 1680, Francesco Solimena si appropria della sperimentazione cromatica di Luca Giordano,allievo di Josè de Ribera, che aveva assimilato le esperienze pittoriche più diverse dell’Italia del momento e ha permesso la fioritura della pittura barocca-napoletana. Lavorò per le maggiori corti europee, pur senza muoversi quasi mai da Napoli. Nel primo Settecento, si rivolse a grandi solenni composizioni, soggetti sacri e profani. Francesco Solimena ha esercitato una notevole influenza sui pittori delle generazioni più giovani e future di Napoli, ma anche di tutta l’Europa centrale. È servito come esempio per la generazione emergente, in particolare Jean-Honoré Fragonard, Francisco Goya e François Boucher, il quale si è ispirato a molte delle opere di Solimena.

“ LA GATTA ”

Alcune scene del film sono state girate all’interno del Montecarlo con comparse di clienti e del responsabile di caffetteria Vladimir.

La informiamo che sarà proiettato il teaser del film  LA GATTA  il 23 febbraio alle ore 17,30 all’Alliance Française (Via De’ Marchi 4).L’incontro sarà sulla lavorazione del lungometraggio ispirato al romanzo di Colette, a cura del Teatro Poesia.

Progetto Cinematografico “ LA GATTA ”
Ispirato al romanzo francese “La Chatte” della scrittrice Colette.

Sceneggiatura e regia Silvana Strocchi              

Direttore di fotografia Gianmarco Rossetti                     Coproduzione Filandolarete

Scenografia e costumi Mirta Carroli  Giorgio Drioli                  Edizione Monia Fucci

Trucco e parrucco Valentina J. Fabbretti           Direttore di produzione Chiara Trere

Montaggio teaser Marco Ragno                                               Musica Fiorella  Petronici  

Il Teatro Poesia, che nel 2007 ha realizzato e prodotto il film “Il Germe del Melograno” sulla vita e l’opera dell’artista faentino Domenico Baccarini, presentato in molte città italiane e Festival, propone una nuova produzione cinematografica ispirata ad un famoso romanzo degli anni ’30 “La Chatte” della scrittrice francese Colette. Roberto Rossellini nel 1952 trasse dalla stessa opera il quinto episodio (Invidia) del film “I Sette Peccati Capitali”, attualizzandolo alla Roma della sua epoca. In omaggio al grande regista il protagonista maschile si chiamerà Orfeo come nel film. Il progetto prevede la contestualizzazione della vicenda nella Bologna di oggi e narra il rapporto e la crisi di una giovane coppia di trentacinquenni, alla ricerca di una propria identità e nell’incapacità di rapportarsi all’altro da sé con generosità e con vera intenzione di donarsi. “Un ménage familiare dominato da un animale: Alain, giovane e ricco, padrone amoroso di una gatta, si sposa con Camilla, bella e ricca, ma la loro vita in comune è segnata dalla assenza prima e poi dalla presenza dell’animale, sino alla desolazione finale. E che cosa rappresenti questa gatta, il calore dell’infanzia inconsolabilmente perduta, il sogno di un rapporto perfetto per un uomo fragile e incompiuto, oppure il simbolo, lievemente inquietante, dell’impossibilità di essere normali, la grazia elusiva di Colette lascia decidere al lettore. Perché il punto non è questo. In realtà c’è una gatta, o un suo simile fantasma, quasi in ogni casa. Tanto banale, nascosta, nefanda è questa realtà, che solo scrittori alla Colette possono adeguarvisi senza peso e senza saccenteria…”(da Sellerio 1993).

 

EMANUELA SANTORO SCULTRICE

Evento   ” L’ Arte nel caffè ”

Da venerdì  27 gennaio a lunedì 30  dalle ore 8 alle 18

Al  Montecarlo Coffee Culture proseguono gli eventi con protagonista l’Arte.In occasione di Artefiera  verranno esposte quattro opere della scultrice  bolognese Emanuela  Santoro.Lo staf del Montecarlo cercherà di coniugare la plasticità della scultura con la lavorazione artigianale del caffè.

Emanuela Santoro .Pur essendo la scultura il campo d’elezione del proprio lavoro, non disdegna frequenti escursioni in altri ambiti artistici, quali: le performance, il teatro  i libri d’artista e la fotografia. E’ presente in collezioni pubbliche e private. Vive e lavora a Bologna.

L’ARTE NEL CAFFE’- 16 dicembre 2016

Per il terzo evento, dopo Antonio Mancini e Giovanni  Boldini, Montecarlo Coffee Culture  esporrà un  importante dipinto del Maestro Wolfango, illustre pittore bolognese. Vladimir il responsabile di caffetteria avrà il difficile compito di interpretare “La Conchiglia”opera pittorica del 2007,  con una preparazione speciale, iniziando con  una miscela Terzi elaborandola poi con degli ingredienti misteriosi. Venerdì 16 dicembre dalle ore 13,30 alle 15,00  Vladimir “il poeta del caffè” svelerà la ricetta e offrirà la preparazione ai soli invitati.

 

Wolfango è un artista  eclettico, dal sorriso dolce e invitante al dialogo, fermo e autoritario nelle sue concezioni pittoriche, ribelle alle etichettature e non sottomesso all’uso delle mode artistiche. Le sue grandi tele stupiscono lo spettatore non solo per la maestria coloristica e la bellezza del segno ma per l’interiorità che i soggetti esprimono nella loro presunta “ semplicità “ l’origine della terra. C’è una tale armonia tra  forme ,  spazi e  contenuto che viene colto appieno il messaggio di Wolfango: la creazione misteriosa delle “cose”, le arance, i fiori, le noci, l’uva, le conchiglie, gli oggetti del quotidiano raccontano la sua natura innata di pittore e il suo mondo poetico  esprime  la caducità dell’uomo di fronte all’esistenza.

 

Wolfango Peretti Poggi (in arte soltanto Wolfango) è nato nel 1926 a Bologna dove vive. Illustratore di libri importanti tra cui la Divina Commedia, disegna e dipinge da sempre, Wolfango, che usando pseudonimi come Golpe, Vulpes, Anonimo Bolognese, Lupambolo ha dato vita a personaggi e storie indimenticabili.

Ma si è fatto conoscere come pittore solo nel 1986; prima aveva rinunciato ad esporre per una radicale opposizione al sistema che,secondo lui, condizionava l’arte.

Hanno scritto di lui :Eugenio Riccòmini, Federico Zeri, Philippe Daverio, Giorgio Soavi, Vittorio Sgarbi, Adriano Sofri, Claudio Cerritelli,Guido Armellini, Antonio Faeti, Graziano Campanini e Matteo Marchesini.

In contemporanea la mostra di Wolfango. Le quattro stagioni. Concerto per frutta e verdura
Palazzo d’Accursio, Sala Ottagonale – Piazza Maggiore 6  – 26 novembre 2016 – 8 gennaio 2017

 

L’ARTE NEL CAFFE’- 9 novembre 2016

La geniale idea “Degusta l’arte: L’Arte nel Caffè” di Marino e Vladimir Gallo, titolari del Montecarlo Coffee Culture di Via Ugo Bassi 31/e a Bologna, ha consentito alla città di godere della bellezza di un’importante opera d’arte e di una degustazione speciale di caffè. Si è trattato di un evento in anteprima assoluta per Bologna,  un’opera pittorica di Antonio Mancini (1952-1930),  ritratto di una giovane donna“Mimì”esposto nel locale del Montecarlo.

Ciò che ha particolarmente colpito gli invitati di questa giornata speciale è stata la bravura di Vladimir, che potremmo definire “il poeta del caffè”, che ha raccolto la sfida lanciata da un famoso critico d’arte, il quale, avendo appreso che a Bologna sarebbe stata esposta l’opera di Mancini, ha chiesto al giovane professionista se fosse stato in grado di interpretare le grandi emozioni che il dipinto trasmetteva, attraverso la realizzazione di un  particolare caffè.

La riuscita dell’evento tra arte e caffè, ha indotto Marino e Vladimir a proporre un altro appuntamento per il 9 novembre alle ore 17, dove “il poeta” della Coffee Culture bolognese interpreterà, attraverso la creazione di uno speciale caffè, un’importane opera di Giovanni Boldini  “Nudo di donna con calze nere” (1885); l’opera è stata proposta dal gallerista Enzo Savoia di Bottegantica che sarà presente all’evento per illustrarla.

 Giovanni Boldini nasce a Ferrara nel 1842 ed è l’ottavo di tredici fratelli. Si avvicina al mondo dell’arte grazie a suo padre Antonio, stimato pittore di matrice purista ed amante dei grandi maestri del Rinascimento. Frequenta lo studio di due importanti artisti pittori-decoratori, i fratelli Girolamo e Domenico Domenichini, ma è a Parigi che si tuffa nella scalpitante modernità parigina per divenire il pittore alla moda per eccellenza, il più”parigino “fra i tanti italiani che emigrarono alla Ville Lumière. Pronto a conquistare la città, riscattandosi da una sorte che lo aveva defraudato, alla nascita, di fascino, altezza e bellezza, ebbe una carriera che lo rese famosissimo in tutta Europa e il più importante artista  italiano della belle époque. ll suo punto debole furono sempre le donne: alto poco più di 1.50 m, amava il lusso di cui si circondava la classe aristocratica e le belle ragazze che affascinava con la sua personalità e che furono tra i suoi soggetti preferiti. Nella sua vita sentimentale ci furono tante storie d’amoreapprodò al matrimonio solo nel 1926, all’età di 84 anni. Fu amico dei più grandi pittori e intellettuali della sua epoca, venne a contatto con i macchiaioli e con gli impressionisti all’Esposizione Universale di Parigi (1889), ritrasse due volte Giuseppe Verdi. Visse in Italia, Inghilterra e Francia, morì  nel 1931, nel suo studio parigino.

L’ARTE NEL CAFFE’

L’Arte nel Caffè

La caffetteria  Montecarlo Coffe Culture organizza un evento  “ l’Arte nel Caffè ” che si terrà mercoledì 12 ottobre dalle 17 alle 18 a Bologna in Via Ugo Bassi 31/e.

Argomento insolito ma seducente per una caffetteria interpretare l’arte pittorica di Mancini e l’emozione della sua pittura con l’abbinamento di un caffè speciale.

Il Montecarlo può vantare una lunga tradizione storica nato nel 1951  da un’ idea della nota imprenditrice Signora Reneè. Ancora oggi nella memoria dei tifosi resta il ricordo delle colazioni nello storico Montecarlo dell’intera squadra del Bologna vincitrice dello scudetto del 1963-64.
Oggi per passione e spirito imprenditoriale Montecarlo è diventato  caffetteria per offrire un prodotto di altissima qualità iniziando una stretta collaborazione con “Caffè Terzi”.

Ma torniamo a parlare dell’evento per “ l’Arte nel Caffè ”.
E’ stato scelto il quadro “Mimì”(1918) del pittore dell’ottocento  Antonio Mancini formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, scelta non casuale,  si sa che la passione del caffè appartiene per tradizione ai napoletani ”e lo staff del Montecarlo vuole accettare questa sfida interpretativa del “gusto”. La sfida nasce dallo staff e da un collezionista, parlando della bontà del caffè e della nostra pittura dell’800, si forma l’idea  e l’evento.
Ci risulta che non ci siano mai stati al mondo esperimenti di questo tipo. Manuel Terzi, sempre molto critico quando si maltratta il caffè facendo sperimentazioni dannose al prodotto,messo al corrente dell’iniziativa ha sgranato gli occhi esclamando :” Stupendo mi piace moltissimo vi appoggio pienamente e sarò presente all’avvenimento”.

Tre eventi (mercoledì 12 ottobre,mercoledì 9 novembre,mercoledì 7 dicembre), con tre dipinti, con tre degustazioni.
Per l’ occasione  gli inviti saranno strettamente personali.

Il quadro “Mimì”verrà esposto in anteprima al Montecarlo in quanto facente parte delle 40 opere selezionate in esposizione alla Galleria Bottegantica – via Manzoni 45 Milano –  dal 21 ottobre al 18 dicembre 2016. Per l’evento “ l’Arte nel Caffè ”  avremo il catalogo della mostra “Antonio Mancini.Genio ribelle” e un intervento critico dell’opera “Mimì” da parte del  gallerista Enzo Savoia di Bottegantica che pubblicizzerà la mostra di Milano su pagina nazionale e che a sorpresa mostrerà al Montecarlo durante l’evento un dipinto del famoso pittore Giovanni Boldini.